Abbiamo chiesto ai cinque esploratori di parlarci delle canzoni di viaggio, che parlino di luoghi amati, conosciuti o sognati.

Ecco la piccola, pregevole playlist che ne è scaturita.

Amsterdam • Jacques Brel (1964)

Canzone prediletta di Sir James Crawley Fortescue

Ascoltando questa canzone di Jacques Brel (mai registrata in studio!) (se non da David Bowie) sembra di scorgere gli alberi maestri delle navi che beccheggiano, galleggiando sulle acque dei porti. In questa foresta di pali si vede scorrere la vita dei marinai “piena di birre e di drammi”, quei marinai che nascono, bevono (e ribevono), e danzano nel porto di Amsterdam. 

Tahiti • Bat for Lashes

Una ballata da corsari, scelta dallo scheletro Bernardo Van Der Decken
Le sentite le note limpide di chitarra che introducono questo brano? Quello è il ritmo in cui batte il cuore di un pirata, naufragato su un’isola lontana da tutto.
Che si chiede “Chissà se è bello avere qualcuno che t’abbraccia vicino a un focolare?”; un pirata che s’addormenta sotto i palmizi profumati, cullato dalle onde dell’oceano deserto, e si scorda tutte le sue domande.

Hong Kong Garden • Siouxsie and the Banshees (1978)

Colonna sonora di feste danzanti (punk), a cui partecipa felicemente la Giraffa Maria Elena Kirahvi
Siouxsie è una signora punk inglese che tanto ammiro. Ecco perché ho accettato il suo invito a una festa danzante (punk), nel bel mezzo di un giardino coloniale ad Hong Kong: ascoltando questa canzone potrebbe capitarvi di avere visioni di tramonti infuocati nell’aria greve dell’estremo Oriente, annegando nell’odore sfrenato del gelsomino selvaggio.

Beverly Hills • Weezer (2005)

A tutti i nerd piacciono gli Weezer, non fa eccezione il robot Amanito Mecha
Rivers Cuomo è un amico di noi giovani nerd con gli occhi troppo grandi e i muscoli troppo piccoli (io non ho nemmeno un grammo di muscolo, ma non sottilizziamo, è il concetto che conta): lo si vede dagli occhiali spessi. Ed è per questo che ci piace tanto la Beverly Hills dei suoi sogni: adagiata su dolci colline, punteggiata di piscine e pullulante di bionde dalle lunghe ciglia, che profumano di shampoo. 
Che ci sorridono quando ci incrociano per strada: 
that’s where I want to be!

Scarborough Fair • Simon e Garfunkel (1966, ma la ballata risale al XVI secolo)

Un canto antico, che porta con sé echi di storia e leggenda, molto amato dalla professoressa Miranda Bolgeri
Nel corso delle verdi estati inglesi, dal medioevo fino alla fine del 1700, la città di Scarborough, appollaiata su una scogliera dello Yorkshire, accoglieva miriadi di mercanti e visitatori per la più importante fiera del mondo premoderno. La città – e quella fiera perduta -, con il vento della brughiera e quello del mare che le soffiano addosso, sembra il luogo ideale in cui ritrovare una fanciulla alla conquista del Vero Amore, per affidarle missioni complicatissime, quali cucire una camicia senza usare ago o filo (e fare una buona scorta di prezzemolo, salvia, rosmarino e timo, nel frattempo).
 

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